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Chimica

Elettrodi in voltammetria
L'elettrodo ancora oggi più usato nelle tecniche voltammetriche è quello a mercurio, perché:
A: ha un costo per analisi molto basso e non comporta alcun problema di funzionamento
B: consente di usare un'ampia gamma di potenziali operativi, specialmente lavorando a potenziali negativi
C: consente di analizzare molti metalli
D: può avere dimensioni abbastanza piccole
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Chimica

Tecniche polarografiche
Le tecniche polarografiche sono praticamente in disuso anche perché:
A: sono meno riproducibili di quelle voltammetriche
B: i limiti di rivelabilità superano i mg/L
C: si consuma troppo mercurio e sono meno versatili
D: richiedono una strumentazione molto sofisticata
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Chimica

Elettroliti di supporto
L'elettrolita di supporto:
A: è necessario perché la conducibilità elettrica della soluzione deve sempre essere molto elevata
B: può non essere necessario nell'analisi dell'acqua di mare
C: è indispensabile per abbattere la corrente di migrazione
D: serve per separare meglio i potenziali di scarica
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Chimica

Ossigeno nelle analisi voltammetrico/polarografiche
L'ossigeno disciolto nell'acqua deve essere eliminato prima di effettuare un'analisi voltammetrico/polarografica perché:
A: potrebbe ossidare le specie sottoposte ad analisi
B: ossida il mercurio interferendo con l'analisi
C: può scaricarsi all'elettrodo interferendo pesantemente con l'analisi
D: rende instabile il segnale
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Chimica

Voltammetria di ridissoluzione
La voltammetria di ridissoluzione ha incontrato grande favore perché:
A: è molto sensibile ed economica, anche se la gamma di applicazioni è relativamente ristretta
B: permette di determinare metalli tossicologicamente importanti
C: consente di analizzare elementi non accessibili ad altre tecniche
D: non risente di interferenze da parte dei composti organici
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Chimica

Analisi in voltammetria di ridissoluzione
In voltammetria di ridissoluzione si può analizzare solo un numero abbastanza limitato di elementi perché:
A: le coppie redox coinvolte sono solo quelle dei metalli alcalini e alcalino-terrosi
B: i metalli devono poter formare amalgami con il mercurio
C: le specie devono potersi ossidare sul mercurio
D: il mercurio si ossida troppo facilmente in presenza di determinate specie chimiche
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Chimica

Analisi voltammetriche
In una soluzione sottoposta ad analisi voltammetrica:
A: si può fare più di una scansione perché l'elettrolita viene consumato in modo trascurabile
B: si può fare un numero limitato di scansioni perché l'elettrodo si inquina rapidamente
C: si possono anche usare elettrodi solidi
D: non si può determinare più di una specie alla volta
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Chimica

Convezione
Per limitare i fenomeni di convezione:
A: si mantiene costante la temperatura della soluzione
B: si lavora a temperatura più alta di quella ambiente
C: non si agita la soluzione durante l'analisi
D: in voltammetria idrodinamica, si agita la soluzione in modo riproducibile
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Chimica

Voltammetria a scansione rapida lineare
In voltammetria a scansione rapida lineare:
A: i limiti di rivelabilità sono dell'ordine dei milligrammi per litro
B: si applica all'elettrodo di lavoro una scansione rapida di potenziale che varia in modo lineare (20-100 mV/s).
C: l'elettrodo di lavoro è una goccia pendente di mercurio o un elettrodo solido
D: la scansione parte da un potenziale a cui avviene la scarica
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Chimica

Voltammetria ciclica
La scansione ciclica deve avvenire rispettando alcune semplici regole di base:
A: per una scansione che parte in senso catodico, il potenziale finale della scansione deve essere inferiore di almeno 100 mV rispetto al potenziale di picco
B: per una scansione che parte in senso anodico, il potenziale finale della scansione deve essere superiore di almeno 100 mV rispetto al potenziale di picco
C: per una scansione che parte in senso anodico, il potenziale finale della scansione deve essere inferiore di almeno 100 mV rispetto al potenziale di picco
D: per una scansione che parte in senso catodico, il potenziale finale della scansione deve essere superiore di almeno 100 mV rispetto al potenziale di picco
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