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Greco

Le Storie: l'arco cronologico.
La storia della guerra del Peloponneso scritta da Tucidide va dalle origini fino...
A: ... al 404, anno della fine della guerra.
B: ...al 411, anno in cui salirono al potere i Trenta.
C: ...alla presa di Sesto.
D: ...alla battaglia di Platea.
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Greco

L'"archeologia" e l'origine dell'imperialismo ateniese.
A: Nella sezione del primo libro denominata "archeologia", Tucidide studia i reperti delle antiche civiltà pre-greche.
B: Nell'"archeologia" Tucidide afferma che un tempo i Greci erano poveri e alla mercé dei pirati, Minosse prima e Agamennone poi, accentrando il potere nelle loro mani e  procurandosi delle flotte, li resero più sicuri e capaci di estendere il loro potere.
C: Tucidide sostiene che l'imperialismo ateniese si costituì proprio sull'esempio di quello di Minosse e Agamennone.
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Tucidide: la biografia.
Tucidide, figlio di Oloro, nacque ad ________ intorno al 454 a.C. La sua formazione avvenne nell'Atene guidata da ________ il grande statista che, attraverso la realizzazione di un impero marittimo, fece sì che la democrazia ateniese arrivasse ad esercitare un ruolo di egemonia su quasi tutta la ________.  Tucidide fece propria la visione di Pericle per cui, per mantenere l'egemonia ateniese, era necessario affrontare la principale rivale, ________: scoppiò così, nel ________ a.C., la guerra del ________, le cui vicende Tucidide narrò nelle sue Storie. Nel 424 lo storico fu eletto stratego e gli fu affidata la missione di soccorrere la città di ________ assediata dallo spartano ________: Tucidide tuttavia non riuscì nella missione e la città cadde in mano agli Spartani: in seguito a questo fatto, secondo alcuni, fu mandato in ________; secondo altri, continuò la sua attività da privato cittadino dedicandosi alla scrittura della sua opera.
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L'epitafio di Pericle.
Nel II libro Tucidide fa pronunciare a Pericle un epitafio, cioè un ________ in onore dei caduti del primo anno di guerra. Si tratta di un discorso pronunciato normalmente da un politico importante in occasione della sepoltura dei caduti nelle guerre di quell'anno, che, tradizionalmente, conteneva un ________ non solo dei caduti, ma anche di ________ stessa, delle sue tradizioni civili e religiose e soprattutto delle sue ________.  In questo discorso, in particolare, Pericle esalta la democrazia ateniese sostenendo che in essa è stato realizzato un perfetto equilibro tra ________ e autorità dello Stato: l'obbedienza alle ________, in Atene, nasce infatti dalla libera scelta di ognuno, e questo permette la massima espressione e realizzazione dei valori della cultura e della moralità.
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Greco

Il dialogo dei Melii e degli Ateniesi.
Nel V libro, Tucidide riporta il dibattito tra gli ambasciatori ateniesi e i delegati dell'isola di Melo.
A: Melo voleva mantenersi neutrale nello scacchiere della guerra del Peloponneso, ma gli Ateniesi volevano imporle la loro egemonia e il pagamento di un tributo.
B: Gli Ateniesi cercano di convincere i Melii a non resistere, in quanto non avrebbero le forze di opporsi a loro: il debole è infatti sempre costretto a cedere al più forte.
C: I Melii non cedono ma vengono risparmiati dagli Ateniesi.
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Il giudizio su Pericle.
Nella sua opera, Tucidide tesse un lucidissimo elogio di ________, lo statista che aveva voluto la guerra contro ________ e che aveva convinto gli Ateniesi dapprima ad intraprenderla, poi a continuarla, nonostante fossero indeboliti dall'invasione spartana dell'Attica e ________ che aveva prostrato la città. Pericle era tuttavia fautore di una condotta di guerra improntata ________, condotta che tuttavia non fu mantenuta dai sui successori: questi, per ambizione, si lanciarono in imprese belliche ________, come la spedizione in Sicilia del 415-413, che alla fine determinarono la ________ di Atene. La critica verso i successori di Pericle implica, da parte di Tucidide, la lode più alta nei confronti dello statista che aveva voluto la guerra, ma, morendo prematuramente, non era riuscito a portarla a termine secondo i suoi progetti.
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Il proemio e il primo libro.
Nel proemio Tucidide dice di avere intenzione di narrare la guerra tra ________ perché aveva capito che sarebbe stata una guerra ________, perché entrambi i combattenti, nel momento in cui scoppiò erano ________.  Segue il proemio la cosiddetta ________ cioè un excursus sulle vicende più antiche della Grecia. In seguito, Tucidide  analizza poi le cause ________ che portarono allo scoppio del conflitto (la paura spartana per la sempre crescente potenza di ________), distinguendole dalle προφάσεις, cioè dai "prestesti" (le scaramucce tra Atene e Corinto).
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La questione tucididea.
Tucidide arresta la narrazione della guerra del Peloponneso al ________, anno dell'inizio della tirannide dei Trenta, senza giungere quindi alla fine delle guerra; l'ultima parte della narrazione, inoltre, sembra frutto di un'elaborazione ________. Secondo la tradizione, le carte di Tucidide sarebbero giunte in mano a ________, che le avrebbe pubblicate senza che ci fosse stata una rielaborazione da parte dell'autore; Senofonte stesso, d'altra parte, proseguì la narrazione di Tucidide fino alla ________ della guerra nelle sue Elleniche. Tucidide dunque cominciò a scrivere ________, senza però arrivare alla fine: questo, unitamente alla mancata revisione degli ultimi materiali, sembra imputabile alla sua ________. Secondo lo studioso Ulrich, inoltre, la composizione delle Storie tucididee sarebbe stata divisa ________, separate dall'esperienza dell'esilio, mentre Patzer e Finley sostengono l'idea di una genesi unitaria e coerente dell'opera.
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La ripartizione dell'opera.
La versione delle Storie tucididee giunta fino a noi è ripartita in 8 libri. La narrazione della guerra può essere distinta in tre grandi fasi.
A: I libri I-IV narrano....
B: I libri V-VII narrano...
C: Il libro VIII narra...
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Greco

La storia "laica" di Tucidide.
A differenza di Erodoto, che percepiva fortemente la presenza del divino nelle vicende nelle vicende storiche, Tucidide ha una visione tutta incentrata sul ________. Egli infatti effettua analisi dei fatti ________, scegliendo di volta in volta, tra le varie versioni dei fatti, quella che risulta più ________ in quanto conforme alle tendenze innate e costanti della ________. Proprio per questo la sua storia può essere definita, con le parole dello stesso Tucidide, uno κτῆμα εἰς αίεί, un "________" per l'uomo. Un bravo uomo politico, come ________ secondo Tucidide, è proprio colui che sa prevedere, grazie alla sua conoscenza della natura umana, i comportamenti dei suoi alleati e dei suoi nemici.
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