Storia dell'arte, disegno comunicazione, arte e immagine
Indica se vero o falso.
Nel disegno, come in pittura, le ombre contribuiscono alla resa di volumi e spazio.
Forma e posizione delle ombre dipendono solo dalla collocazione della sorgente luminosa, non dalla sua forma.
Nel disegno si possono scegliere direzione e inclinazione dei raggi luminosi, in relazione all’effetto che si vuole ottenere.
Si definisce ombra propria quella che un oggetto proietta sul piano orizzontale di riferimento.
Nel disegno delle ombre in proiezione ortogonale, per convenzione, la luce si considera provenire da una sorgente puntiforme posta a distanza finita e il raggio luminoso r si considera parallelo alla diagonale di un cubo di riferimento.
Nelle proiezioni ortogonali, l’ombra di una figura piana posta in un diedro di riferimento può trovarsi in parte sul P.O. e in parte sul P.V., a seconda della collocazione della figura.
Per il disegno delle ombre in assonometria, è possibile scegliere liberamente inclinazione e direzione dei raggi luminosi, a seconda degli effetti desiderati.
Nelle assonometrie si può scegliere se considerare la sorgente luminosa posta a distanza finita o all’infinito, come il sole.
Nel disegno prospettico, i raggi luminosi si considerano paralleli tra loro e aventi un unico punto di fuga, la cui posizione varia in relazione alla posizione della sorgente luminosa rispetto all’osservatore.
Quando la sorgente si colloca a fianco dell’osservatore, nel disegno prospettico non è possibile variare l’inclinazione dei raggi luminosi.
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