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Fisica

L'immagine di una sorgente prodotta da uno specchio o da un altro dispositivo è detta virtuale quando:
A: è capovolta rispetto alla sorgente.
B: si trova dalla parte opposta rispetto alla sorgente.
C: non è possibile porre uno schermo nella sua posizione.
D: non si trova sul cammino effettivo dei raggi luminosi.
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Fisica

L'indice di rifrazione di un determinato mezzo dipende:
A: esclusivamente dalla natura del mezzo.
B: dall'angolo di incidenza.
C: dal colore della luce incidente.
D: dall'angolo di rifrazione.
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Fisica

Quale proprietà della luce è determinante per spiegare il fenomeno della penombra?
A: L'esistenza di sorgenti puntiformi.
B: La velocità altissima.
C: La propagazione rettilinea.
D: La propagazione nel vuoto.
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Fisica

Soltanto una tra le seguenti affermazioni è corretta. Quale?
A: Una sorgente luminosa estesa genera oltre gli ostacoli soltanto zone di penombra, mentre una sorgente puntiforme genera sia zone di ombra che zone di penombra.
B: Una sorgente luminosa puntiforme genera oltre gli ostacoli soltanto zone di ombra, mentre una sorgente estesa genera sia zone di ombra che zone di penombra.
C: Una sorgente luminosa puntiforme genera oltre gli ostacoli soltanto zone di penombra, mentre una sorgente estesa genera sia zone di ombra che zone di penombra.
D: Una sorgente luminosa estesa genera oltre gli ostacoli soltanto zone di ombra, mentre una sorgente puntiforme genera sia zone di ombra che zone di penombra.
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Fisica

Che cos'è l'anno-luce?
A: Un'unità di misura delle distanze che vale 9,46•1015 km.
B: Un'unità di misura delle distanze che vale 9,46•1015 m.
C: Un'unità di misura degli intervalli di tempo che vale 9,46•1015 anni.
D: Un'unità di misura degli intervalli di tempo che vale 9,46•1015 s.
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Fisica

I raggi incidenti su una lente sottile ne riemergono senza deviazioni apprezzabili:
A: in tutti e tre gli altri casi elencati.
B: quando provengono dal fuoco della lente.
C: quando passano per il centro della lente.
D: quando sono paralleli all'asse ottico della lente.
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Fisica

L'angolo limite è:
A: l'angolo di rifrazione in corrispondenza del quale l'angolo di incidenza è uguale a un angolo retto.
B: l'angolo di rifrazione in corrispondenza del quale l'angolo di incidenza è uguale a un angolo nullo.
C: l'angolo di incidenza in corrispondenza del quale l'angolo di rifrazione è uguale a un angolo retto.
D: l'angolo di incidenza in corrispondenza del quale l'angolo di rifrazione è uguale a un angolo nullo.
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L'immagine di una sorgente posta nel fuoco di una lente sottile convergente si forma:
A: nel centro della lente.
B: nell'altro fuoco della lente.
C: nel punto medio tra il centro della lente e l'altro fuoco.
D: all'infinito.
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La prima legge della riflessione afferma che:
A: il raggio riflesso, il raggio incidente e la normale alla superficie riflettente giacciono sullo stesso piano parallelo alla superficie riflettente.
B: il raggio riflesso e il raggio incidente formano angoli eguali con la normale alla superficie riflettente nel punto di incidenza.
C: il raggio riflesso e la normale formano angoli eguali con il raggio incidente alla superficie riflettente nel punto di incidenza.
D: il raggio riflesso, il raggio incidente e la normale alla superficie riflettente giacciono sullo stesso piano perpendicolare alla superficie riflettente.
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La formula delle lenti sottili si può scrivere nella forma:
A: q/p = 1 - p/f
B: 1/p - 1/q = 1/f
C: 1/p - 1/q = -1/f
D: 1/p + 1/q = 1/f
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In quali condizioni è possibile usare un corpo opaco come specchio?
A: Per angoli di incidenza della luce inferiori all'angolo limite della sostanza di cui è costituito il corpo.
B: Per angoli di incidenza della luce superiori all'angolo limite della sostanza di cui è costituito il corpo.
C: Per angoli di rifrazione della luce superiori all'angolo limite della sostanza di cui è costituito il corpo.
D: In nessuna condizione.
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Una lente divergente produce sempre:
A: immagini reali.
B: immagini capovolte.
C: immagini virtuali.
D: immagini ingrandite.
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Nel passaggio da un mezzo a un altro, la direzione del raggio rifratto è uguale a quella del raggio incidente se:
A: il seno dell'angolo di incidenza è uguale all'indice di rifrazione.
B: l'angolo di incidenza è un angolo retto.
C: l'angolo di incidenza è un angolo nullo.
D: il seno dell'angolo di incidenza è uguale all'inverso dell'indice di rifrazione.
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Il potere diottrico di una lente è per definizione:
A: l'ingrandimento dato dalla lente.
B: l'inverso dell'ingrandimento dato dalla lente.
C: l'inverso della distanza focale della lente.
D: la distanza focale della lente.
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Nel passaggio da un mezzo a un altro più rifrangente, il raggio rifratto forma con la normale alla superficie di separazione:
A: un angolo sempre maggiore dell'angolo di incidenza della luce.
B: un angolo sempre uguale all'angolo di incidenza della luce.
C: un angolo sempre minore rispetto all'angolo di incidenza della luce.
D: sempre lo stesso angolo, per qualsiasi valore dell'angolo di incidenza della luce.
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La relazione tra l'indice di rifrazione relativo di un mezzo R rispetto a un mezzo I e gli indici di rifrazione assoluti dei due mezzi, n(R) e n(I), si può scrivere come:
A: n(I) · n(RI) = n(R).
B: n(IR) = n(R) / n(I)
C: n(RI) · n(R) = n(I).
D: n(IR) = n(I) / n(R).
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Il fenomeno della riflessione totale è caratteristico di situazioni in cui la luce incide sulla superficie di separazione tra due mezzi:
A: con un indice di rifrazione assoluto maggiore nel primo mezzo.
B: con un indice di rifrazione assoluto maggiore di 1,5.
C: con lo stesso indice di rifrazione assoluto.
D: con un indice di rifrazione assoluto maggiore nel secondo mezzo.
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Per una lente sottile convergente l'ingrandimento lineare si può scrivere nella forma:
A: G = q / f
B: G = p / q
C: G = p / f
D: G = q / p
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Una superficie è detta riflettente quando:
A: un raggio di luce incide su di essa, il raggio rifratto manca e il raggio riflesso trasporta un'energia quasi eguale a quella del raggio incidente.
B: un raggio di luce incide su di essa, il raggio rifratto manca.
C: un raggio di luce incide su di essa, il raggio riflesso manca e il raggio rifratto trasporta un'energia quasi eguale a quella del raggio incidente.
D: un raggio di luce incide su di essa, il raggio riflesso manca.
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L'aberrazione sferica delle lenti è dovuta:
A: alla dispersione della luce.
B: al fatto che la superficie della lente non ha forma esattamente sferica.
C: alla presenza di raggi luminosi molto lontani dall'asse ottico.
D: alla presenza di impurità colorate.
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In uno specchio sferico di piccola apertura, un raggio che incide da una direzione passante per il centro dello specchio si riflette:
A: parallelamente all'asse ottico.
B: in direzione del fuoco.
C: simmetricamente all'asse ottico.
D: nella stessa direzione del raggio incidente.
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In uno specchio sferico di piccola apertura, un raggio che incide da una direzione passante per il vertice dello specchio si riflette:
A: nella stessa direzione del raggio incidente.
B: simmetricamente rispetto all'asse ottico.
C: parallelamente all'asse ottico.
D: in direzione del fuoco.
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I raggi luminosi che colpiscono una lente sottile convergente parallelamente all'asse ottico e non molto lontani da esso, sono deflessi:
A: in modo che i loro prolungamenti passino per il fuoco.
B: in modo che i loro prolungamenti passino per il centro.
C: in modo da passare per il fuoco.
D: in modo da passare per il centro.
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In uno specchio sferico di piccola apertura, un raggio che incide da una direzione passante per il fuoco dello specchio si riflette:
A: perpendicolarmente all'asse ottico.
B: nella stessa direzione del raggio incidente.
C: simmetricamente all'asse ottico.
D: parallelamente all'asse ottico.
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L'indice di rifrazione nPF di un mezzo rifrangente F rispetto al mezzo P da cui proviene la luce è uguale a 0,75. Ciò significa che:
A: l'angolo formato dal raggio di luce nel mezzo P è pari a tre quarti dell'angolo formato nel mezzo F.
B: il seno dell'angolo formato dal raggio di luce nel mezzo F è pari a tre quarti del seno dell'angolo formato nel mezzo P.
C: il seno dell'angolo formato dal raggio di luce nel mezzo P è pari a tre quarti del seno dell'angolo formato nel mezzo F.
D: l'angolo formato dal raggio di luce nel mezzo F è pari a tre quarti dell'angolo formato nel mezzo P.
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Un oggetto di altezza 10 cm è posto a 120 cm di distanza da uno specchio convesso che ha raggio pari a 80 cm.
La posizione dell'immagine virtuale è posta dietro lo specchio alla distanza focale f = ________ cm e pertanto q = ________ cm; ne consegue che l'ingrandimento è G = ________; l'altezza dell'immagine è ________ cm.
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La velocità di un'onda luminosa in un mezzo materiale è
v = L·f, dove L è la lunghezza d'onda e f la frequenza.
Se la luce passa da un mezzo 1 a un mezzo 2 la sua ________ rimane costante e l'indice di ________ relativo è dato dalla relazione: n2/n1 = ________; ne consegue che esso dipende dalla lunghezza d'onda della radiazione incidente.
La ________ della luce visibile è dovuta al fatto che l'indice di rifrazione del mezzo cambia con il colore della luce.
PosizionamentoPosizionamento
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Un prisma di vetro separa la luce bianca nei diversi colori che la compongono perché l'indice di rifrazione del vetro è diverso:
A: per diversi valori dell'angolo di incidenza della luce.
B: per diversi valori della velocità della luce.
C: per diversi valori dell'angolo di rifrazione della luce.
D: per i diversi colori.
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Due sorgenti S1 e S2, che viaggiano a velocità costante, si trovano rispettivamente nell'origine e in un punto a distanza d dall'origine, quando emettono luce simultaneamente una verso l'altra. A quale distanza dall'origine si incontreranno i due raggi di luce?
A: A una distanza pari a d/2, ma soltanto se le velocità delle due sorgenti hanno verso concorde.
B: A una distanza inferiore a d/2, se le due sorgenti si stanno avvicinando tra loro.
C: A una distanza superiore a d/2, se le due sorgenti si stanno allontanando tra loro.
D: A una distanza pari a d/2, in ogni caso.
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