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Informatica - Scuola secondaria di secondo gradoInfo Training Volume Database Linguaggio SQL per il quinto anno

Modello relazionale

14 esercizi
SVOLGI
INFO

Informatica

La cardinalità di una relazione

Se il dominio dell’attributo A1 è formato da un insieme di 5 oggetti e quello dell’attributo A2 ne contiene 3, la cardinalità di una relazione con attributi A1 e A2 è

A:

25.

B:

minore o uguale a 15.

C:

minore di 15.

D:

minore o uguale a 8.

Scelta multipla
1

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Informatica

Associazioni N:N

Un’associazione N:N tra due entità E1 ed E2, dalle quali derivano rispettivamente le tabelle T1 (K1, A, B, C) e T2 (K2, D), viene rappresentata nel modello relazionale con

A:

T1 (K1, A, B, C); T2 (K2, D); T3 (K1, K2).

B:

T1 (K1, A, B, C, K2); T2 (K2, D, K1).

C:

T1 (K1, A, B, C); T2 (K2, D, K1).

D:

T1 (K1, A, B, C, K2); T2 (K2, D).

Scelta multipla
1

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Modello relazionale: interrogazioni

Nel quesito si fa riferimento alle tabelle A e M di schema:
A (Codice, Cognome, Città)
M (Numero, Importo, Causale, Data, Codice)
dove A e M rappresentano, in forma molto semplificata, un’anagrafica di soggetti e i movimenti contabili a essi collegati.

L’interrogazione:

selezione di A per Cognome = “Bianchi
selezione di M per Causale = “Prel
congiunzione dei risultati su Codice

permette di ottenere l’elenco dei

A:

prelievi di Bianchi con tutti i campi di A e di M.

B:

prelievi di Bianchi con tutti i campi di M.

C:

movimenti di Bianchi con tutti i campi di A e di M.

D:

prelievi di Bianchi con tutti i campi di A.

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Modello relazionale

Per ciascuna delle seguenti affermazioni, indica se è vera o falsa.

A:

La relazione rappresenta un’associazione tra tabelle.

B:

Ogni n-upla rappresenta un’istanza dell’entità.

C:

Il dominio è l’insieme dei valori che possono essere assunti da una chiave.

D:

Gli attributi in una tabella rappresentano informazioni elementari.

E:

Una tabella può avere righe duplicate.

F:

La presenza di una chiave primaria in una tabella garantisce l’assenza di righe duplicate.

G:

Un’associazione N:N si rappresenta aggiungendo la chiave della prima entità agli attributi della seconda entità e viceversa.

H:

Un’associazione 1:1 si rappresenta sempre aggregando in un’unica tabella gli attributi delle entità associate.

I:

Una proiezione non può alterare la cardinalità di una relazione.

J:

La selezione non cambia il grado di una relazione.

K:

La normalizzazione delle relazioni ha lo scopo di prevenire la ridondanza.

L:

Le anomalie di aggiornamento, cancellazione, inserimento sono effetti indesiderati della normalizzazione.

M:

Una chiave è determinante per ogni attributo della relazione.

N:

Un attributo determinante per ogni attributo della relazione è una chiave candidata.

O:

L’attributo Codice è la chiave di Anagrafica ed è presente come chiave esterna in Movimenti. Se tra le due tabelle sono stati imposti vincoli di integrità referenziale, non è possibile inserire una riga di Anagrafica con un valore di Codice che non sia presente in Movimenti come chiave esterna.

P:

Se tra le due tabelle dell’esercizio 15 sono stati imposti vincoli di integrità referenziale, non è possibile cancellare una riga di Movimenti.

Q:

Se tra le due tabelle dell’esercizio 15 sono stati imposti vincoli di integrità referenziale, non è possibile modificare il valore di Codice in una riga di Movimenti.

Vero o falso
1

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Modello relazionale: interrogazioni

Nel quesito si fa riferimento alle tabelle A e M di schema:
A (Codice, Cognome, Città)
M (Numero, Importo, Causale, Data, Codice)
dove A e M rappresentano, in forma molto semplificata, un’anagrafica di soggetti e i movimenti contabili a essi collegati.

L’interrogazione:

selezione di A per Cognome = “Rossi
congiunzione del risultato con M su Codice
proiezione del risultato su Importo, Causale

permette di ottenere l’elenco dei movimenti

A:

di Rossi.

B:

di Rossi con Codice, Importo e Causale.

C:

di Rossi con Importo e Causale.

D:

di Rossi con tutti i campi.

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Elenco anagrafiche

Data la tabella anagrafica A (Codice, Cognome, Città), per ottenere l’elenco delle anagrafiche dei soggetti che risiedono a Genova bisogna eseguire l’interrogazione

A:

proiezione di A su Città.

B:

proiezione di A su Codice.

C:

selezione di A per Cognome.

D:

selezione di A per Città = “Genova”.

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Associazioni 1:N

Un’associazione 1:N tra due entità E1 ed E2, dalle quali derivano rispettivamente le tabelle T1 (K1, A, B, C) e T2 (K2, D), ha attributi A1 e A2. Viene tradotta nel modello relazionale con

A:

T1 (K1, A, B, C); T2 (K2, D); T3 (K1, K2, A1, A2).

B:

T1 (K1, A, B, C, K2); T2 (K2, D, K1, A1, A2).

C:

T1 (K1, A, B, C, A1, A2); T2 (K2, D, K1).

D:

T1 (K1, A, B, C); T2 (K2, D, K1, A1, A2).

Scelta multipla
1

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Modello relazionale: interrogazioni

Nel quesito si fa riferimento alle tabelle A e M di schema:
A (Codice, Cognome, Città)
M (Numero, Importo, Causale, Data, Codice)
dove A e M rappresentano, in forma molto semplificata, un’anagrafica di soggetti e i movimenti contabili a essi collegati.

Per ottenere causale e importo dei movimenti di importo maggiore di 5000 si deve eseguire l’interrogazione

A:

selezione di M per Importo > 5000; proiezione del risultato su Causale, Importo.

B:

selezione di A per Importo > 5000; congiunzione del risultato con M su Codice; proiezione del risultato su Causale, Importo.

C:

congiunzione di A e M su Codice; proiezione del risultato su Causale, Importo.

D:

selezione di M per Importo > 5000; congiunzione del risultato con M su Codice; proiezione del risultato su Numero, Importo.

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Integrità referenziale

L’integrità referenziale

A:

garantisce che i valori di una chiave esterna corrispondano a valori esistenti nella chiave primaria della tabella referenziata.

B:

impedisce a utenti senza autorizzazione di accedere ai dati riservati.

C:

assicura che i dati siano aggiornati automaticamente in tutti i database.

D:

evita la duplicazione di righe all’interno della stessa tabella o in tabelle diverse.

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Tabelle, campi e chiavi

a. Voto
b. Identificativo della prova
c. Data della prova
d. Prove

Completamento chiuso
1

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Chiave candidata di una relazione

La definizione di chiave candidata di una relazione è

A:

un attributo (o un insieme minimale di attributi) che identifica in modo univoco una n-upla.

B:

un attributo (o un insieme di attributi) che identifica in modo univoco una n-upla.

C:

una chiave formata da un solo attributo.

D:

un attributo scelto da chi ha progettato il database.

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Modello relazionale: terminologia

1. Insieme di n-uple
2. Riga di una tabella
3. Attributo che identifica una n-upla
4. Insieme dei valori assunti da un attributo
5. Numero delle colonne della tabella

Posizionamento
1

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Terza forma normale

La terza forma normale di una relazione indica

A:

la forma normale che elimina la dipendenza transitiva degli attributi dalla chiave.

B:

una relazione in 2FN che elimina la dipendenza transitiva degli attributi dalla chiave.

C:

una relazione che rispetta i requisiti fondamentali del modello relazionale.

D:

la forma normale che elimina la dipendenza parziale degli attributi dalla chiave.

Scelta multipla
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Chiave di una relazione

Quali delle seguenti frasi esprimono la definizione di chiave di una relazione?

A:

Un attributo o un insieme di attributi che permette di distinguere tra le righe della relazione.

B:

Un attributo numerico.

C:

Un attributo senza valori duplicati.

D:

Un attributo non derivato da altri.

Scelta multipla
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