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Fisica

In generale la propagazione di un'onda nello spazio è associata:
A: all'oscillazione di una grandezza fisica che è diversa per i diversi tipi di onda.
B: all'oscillazione delle particelle del mezzo materiale in cui l'onda si propaga intorno alla loro posizione di equilibrio.
C: alla vibrazione del mezzo in cui l'onda si propaga.
D: all'oscillazione orizzontale o verticale delle particelle del mezzo materiale in cui l'onda si propaga.
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Per onda si intende:
A: un tipo di moto che produce delle ondulazioni in un corpo elastico.
B: una perturbazione che si propaga nello spazio, trasportando energia da un punto all'altro di un corpo elastico, senza uno spostamento netto delle sue parti.
C: un tipo di moto che produce delle ondulazioni in un corpo, sia esso elastico o meno.
D: una perturbazione che si propaga nello spazio, trasportando energia da un punto all'altro di un corpo elastico, grazie a uno spostamento netto delle sue parti.
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Qual è il mezzo in cui si propaga l'onda sonora prodotta pizzicando una corda di chitarra?
A: L'aria circostante.
B: La corda.
C: La chitarra.
D: Il suono.
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Qual è la differenza fondamentale tra le onde che si propagano in una molla e quelle che si propagano sulla superficie dell'acqua?
A: Le prime possono essere trasversali o longitudinali, mentre le seconde sono soltanto longitudinali.
B: Le prime sono onde elastiche, al contrario delle seconde.
C: Le prime non sono onde elastiche, al contrario delle seconde.
D: Le prime sono soltanto longitudinali, mentre le seconde possono essere trasversali oppure longitudinali.
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Per produrre un'onda periodica è necessario fornire una sollecitazione:
A: che si propaga periodicamente all'interno del mezzo.
B: che si ripete nel tempo sempre allo stesso modo.
C: che varia nel tempo in modo regolare.
D: sempre uguale nel tempo.
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Per frequenza di un'onda periodica si intende:
A: l'intervallo di tempo necessario a portare a termine un'oscillazione completa.
B: la velocità con cui il moto ondulatorio si ripete.
C: la durata di un'onda completa.
D: il numero delle oscillazioni compiute in un secondo.
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La perturbazione che genera un'onda si ripete 120 volte in un minuto. Qual è il valore in secondi del periodo dell'onda generata?
A: 0,5.
B: 2.
C: 120.
D: 60.
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Il periodo di un'onda si misura in:
A: oscillazioni.
B: oscillazioni al secondo.
C: secondi.
D: hertz.
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Quale grandezza caratteristica di un'onda periodica si può misurare in kHz?
A: L'intervallo di tempo necessario a portare a termine un'oscillazione completa.
B: La durata di un'onda completa.
C: Il numero delle oscillazioni compiute in un secondo.
D: La velocità con cui il moto ondulatorio si ripete.
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Il legame tra la velocità v, la lunghezza d'onda (che qui indichiamo con L) e la frequenza f di un'onda è dato dall'equazione:
A: f = v / L
B: f = v L
C: f = L / v
D: f = 1 / (vL)
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In un film di fantascienza, un'astronave che si trova a metà strada tra la Terra e il Sole è colpita da un missile ed esplode. Un astronauta osserva la scena da una certa distanza: che rumore sentirà?
A: Un rumore la cui intensità dipende dalla distanza dell'astronauta dal luogo dell'esplosione.
B: Nessun rumore.
C: Un rumore simile a quello che sarebbe causato da una esplosione analoga nell'atmosfera terrestre, ma più sordo.
D: Un rumore identico a quello che sarebbe causato da un'esplosione simile nell'atmosfera terrestre.
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Le onde sonore che si propagano nei gas sono onde:
A: longitudinali e trasversali.
B: né longitudinali né trasversali.
C: longitudinali.
D: trasversali.
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La velocità del suono nell'aria è circa:
A: 33 m/s.
B: 0,33 m/s.
C: 330 m/s.
D: 330 km/s.
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La velocità del suono nei solidi e nei liquidi:
A: è più alta che nei gas nel caso dei liquidi, mentre è più bassa nel caso dei solidi.
B: è più bassa che nei gas.
C: è più alta che nei gas.
D: è uguale alla velocità del suono nei gas.
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A quale proprietà dell'onda sonora è associata la caratteristica distintiva del suono chiamata altezza?
A: All'ampiezza.
B: Alla frequenza.
C: A nessuna delle altre tre proprietà.
D: Alla forma dell'onda.
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A quale proprietà dell'onda sonora è associata la caratteristica distintiva del suono chiamata intensità?
A: Alla frequenza.
B: Al volume.
C: All'ampiezza.
D: Alla forma dell'onda.
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A quale proprietà dell'onda sonora è associata la caratteristica distintiva del suono chiamata timbro?
A: All'ampiezza dell'onda.
B: A nessuna delle altre tre proprietà.
C: Alla frequenza.
D: Alla forma dell'onda.
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Una nota eseguita da un trombone si differenzia sicuramente da una nota eseguita da un violino:
A: per timbro.
B: per intensità.
C: per frequenza.
D: per altezza.
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L'eco si produce perché un'onda sonora:
A: è un'onda longitudinale.
B: può essere riflessa.
C: è un'onda trasversale.
D: si propaga solamente in un mezzo materiale.
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Che cos'è il decibel?
A: E' l'unità di misura del suono.
B: E' l'unità di misura del livello di intensità sonora.
C: E' l'unità di misura dell'intensità sonora.
D: E' l'unità di misura dell'altezza di un suono.
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A parità di frequenza, la lunghezza d'onda è:
A: inversamente proporzionale alla velocità di propagazione dell'onda.
B: direttamente proporzionale al quadrato della velocità di propagazione dell'onda.
C: direttamente proporzionale alla velocità di propagazione dell'onda.
D: inversamente proporzionale al quadrato della velocità di propagazione dell'onda.
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L'ampiezza di un'onda periodica:
A: si misura in metri.
B: ha un'unità di misura che dipende dal tipo d'onda.
C: si misura in secondi.
D: si misura in hertz.
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Fotografiamo a intervalli di un periodo l'acqua in cui si propaga un'onda periodica. Allora possiamo affermare che:
A: le fotografie saranno tutte uguali.
B: l'onda periodica apparirà spostata a ogni fotografia.
C: dove c'era una cresta apparirà una gola e viceversa.
D: l'onda sarà visibile solo in alcune fotografie.
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Le condizioni di un'onda periodica vengono modificate in modo che la lunghezza d'onda e la frequenza raddoppino entrambe. Come varia la velocità dell'onda?
A: Si riduce alla metà.
B: Raddoppia.
C: Resta invariata.
D: Quadruplica.
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L'onda che costituisce il suono si propaga:
A: in tutti i mezzi materiali.
B: soltanto nei mezzi liquidi.
C: soltanto nei mezzi gassosi.
D: soltanto nei mezzi solidi.
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Le vibrazione definite come ultrasuoni:
A: non hanno un intervallo di frequenza ben definito e possono essere percepite sia dall'uomo che da altri animali.
B: non hanno un intervallo di frequenza ben definito e sono percepite solo dall'uomo.
C: hanno un intervallo di frequenza ben definito e sono percepite solo dall'uomo.
D: hanno un intervallo di frequenza ben definito e possono essere udite da altri animali, ma non dall'uomo.
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Quale grandezza fisica misura direttamente un sonar?
A: La frequenza di un ultrasuono.
B: La velocità di propagazione di un'onda.
C: La distanza di un ostacolo.
D: Il tempo di riflessione di un'onda sonora inviata contro un ostacolo.
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L'ecografia è un test diagnostico che sfrutta:
A: la riflessione degli ultrasuoni.
B: la diffrazione degli ultrasuoni.
C: l'assorbimento degli ultrasuoni.
D: l'interferenza degli ultrasuoni.
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Quale informazione non si può ricavare dall'eco ricevuta da un ostacolo?
A: La sua forma.
B: La sua massa.
C: La sua distanza.
D: La sua posizione.
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La prima legge della riflessione afferma che:
A: il raggio riflesso, il raggio incidente e la normale alla superficie riflettente giacciono sullo stesso piano parallelo alla superficie riflettente.
B: il raggio riflesso, il raggio incidente e la normale alla superficie riflettente giacciono sullo stesso piano perpendicolare alla superficie riflettente.
C: il raggio riflesso e la normale formano angoli eguali con il raggio incidente alla superficie riflettente nel punto di incidenza.
D: il raggio riflesso e il raggio incidente formano angoli eguali con la normale alla superficie riflettente nel punto di incidenza.
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La seconda legge della riflessione afferma che:
A: il raggio riflesso e la normale formano angoli eguali con il raggio incidente alla superficie riflettente nel punto di incidenza.
B: il raggio riflesso, il raggio incidente e la normale alla superficie riflettente giacciono sullo stesso piano perpendicolare alla superficie riflettente.
C: il raggio riflesso, il raggio incidente e la normale alla superficie riflettente giacciono sullo stesso piano parallelo alla superficie riflettente.
D: il raggio riflesso e il raggio incidente formano angoli eguali con la normale alla superficie riflettente nel punto di incidenza.
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Se il raggio incidente su una superficie riflettente forma con questa un angolo di 30°, qual è l'ampiezza dell'angolo formato da tale raggio con quello riflesso?
A: 120°
B: 30°
C: 60°
D: 90°
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Qual è la relazione tra la velocità c della luce nel vuoto, la sua velocità v in un mezzo trasparente e l'indice di rifrazione i del mezzo?
A: c = v / i
B: v = i / c
C: c = v i
D: i = v / c
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La velocità della luce nel vuoto vale:
A: 299 792,458 · 108 m/s .
B: 2,99 792 458 · 108 m/s .
C: 299 792 458 · 108 m/s .
D: 299,792 458 · 108 m/s .
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Nel passaggio da un mezzo a un altro più rifrangente, il raggio rifratto forma con la normale alla superficie di separazione:
A: un angolo sempre minore rispetto all'angolo di incidenza della luce.
B: un angolo sempre uguale all'angolo di incidenza della luce.
C: sempre lo stesso angolo, per qualsiasi valore dell'angolo di incidenza della luce.
D: un angolo sempre maggiore dell'angolo di incidenza della luce.
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Il fenomeno della riflessione totale è caratteristico di situazioni in cui la luce incide sulla superficie di separazione tra due mezzi:
A: con lo stesso indice di rifrazione.
B: con un indice di rifrazione maggiore di 1,5.
C: con un indice di rifrazione maggiore nel secondo mezzo.
D: con un indice di rifrazione maggiore nel primo mezzo.
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L'angolo limite è:
A: l'angolo di rifrazione in corrispondenza del quale l'angolo di incidenza è uguale a un angolo nullo.
B: l'angolo di rifrazione in corrispondenza del quale l'angolo di incidenza è uguale a un angolo retto.
C: l'angolo di incidenza in corrispondenza del quale l'angolo di rifrazione è uguale a un angolo retto.
D: l'angolo di incidenza in corrispondenza del quale l'angolo di rifrazione è uguale a un angolo nullo.
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L'indice di rifrazione di un determinato mezzo dipende:
A: esclusivamente dalla natura del mezzo.
B: dall'angolo di rifrazione.
C: dal colore della luce incidente.
D: dall'angolo di incidenza.
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Un prisma di vetro separa la luce bianca nei diversi colori che la compongono perché l'indice di rifrazione del vetro è diverso:
A: per diversi valori dell'angolo di incidenza della luce.
B: per diversi valori dell'angolo di rifrazione della luce.
C: per diversi valori della velocità della luce.
D: per i diversi colori.
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Il fenomeno della diffrazione:
A: è un fenomeno evidente nella vita quotidiana per qualsiasi tipo di onda.
B: può essere spiegato soltanto nell'ambito di un modello ondulatorio.
C: può essere spiegato sia da un modello corpuscolare sia da un modello ondulatorio.
D: si verifica con la luce, ma non con altri tipi di onde.
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Se le onde del mare colpiscono un piccolo scoglio, di solito al di là dello scoglio, e a poca distanza da esso, il moto ondoso riprende.
A quale fenomeno ottico si può paragonare questo comportamento?
A: Alla rifrazione.
B: All'interferenza.
C: Alla riflessione.
D: Alla diffrazione.
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Quali tra le seguenti affermazioni sono corrette?
A: Soltanto il modello ondulatorio spiega la dispersione della luce.
B: Il modello ondulatorio spiega la riflessione, la rifrazione e la diffrazione della luce.
C: Il modello corpuscolare spiega la dispersione e l'interferenza della luce.
D: Il modello corpuscolare spiega la riflessione della luce.
E: Soltanto il modello ondulatorio spiega l'interferenza e la diffrazione della luce.
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L'immagine di una sorgente prodotta da uno specchio o da un altro dispositivo è detta virtuale quando:
A: non è possibile porre uno schermo nella sua posizione.
B: si trova dalla parte opposta rispetto alla sorgente.
C: è capovolta rispetto alla sorgente.
D: non si trova sul cammino effettivo dei raggi luminosi.
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In uno specchio sferico di piccola apertura, un raggio che incide da una direzione passante per il centro dello specchio si riflette:
A: parallelamente all'asse ottico.
B: simmetricamente all'asse ottico.
C: nella stessa direzione del raggio incidente.
D: in direzione del fuoco.
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In uno specchio sferico di piccola apertura, un raggio che incide da una direzione passante per il fuoco dello specchio si riflette:
A: parallelamente all'asse ottico.
B: nella stessa direzione del raggio incidente.
C: simmetricamente all'asse ottico.
D: perpendicolarmente all'asse ottico.
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I raggi luminosi che colpiscono una lente sottile convergente parallelamente all'asse ottico e non molto lontani da esso, sono deflessi:
A: in modo da passare per il fuoco.
B: in modo che i loro prolungamenti passino per il fuoco.
C: in modo che i loro prolungamenti passino per il centro.
D: in modo da passare per il centro.
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I raggi incidenti su una lente sottile ne riemergono senza deviazioni apprezzabili:
A: quando passano per il centro della lente.
B: quando provengono dal fuoco della lente.
C: in tutti e tre gli altri casi elencati.
D: quando sono paralleli all'asse ottico della lente.
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Una lente divergente produce sempre:
A: immagini capovolte.
B: immagini ingrandite.
C: immagini reali.
D: immagini virtuali.
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Un raggio di luce che arriva su una lente con una inclinazione qualunque:
A: è rifratto verso un punto del piano focale.
B: è rifratto senza cambiare direzione.
C: è rifratto parallelamente all'asse ottico.
D: è rifratto verso il fuoco.
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L'ombra e la penombra possono essere spiegate ricorrendo alla:
A: riflessione della luce.
B: rifrazione della luce.
C: riflessione totale della luce.
D: propagazione rettilinea della luce.
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Un raggio luminoso forma un angolo di 60° con la superficie riflettente su cui incide. L'angolo formato dal raggio incidente e dal raggio riflesso è:
A: 90°
B: 60°
C: 30°
D: 120°
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Un'immagine reale:
A: è formata dall'intersezione dei prolungamenti dei raggi di luce.
B: non può essere visualizzata su uno schermo.
C: non può essere prodotta da uno specchio.
D: è formata dall'intersezione dei raggi di luce.
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L'angolo limite per la rifrazione vetro-acqua è di circa 63°. Due raggi di luce arrivano sulla superficie di separazione vetro-acqua con angoli rispettivamente di 62° e 72°. Come si comportano i due raggi?
A: Il primo è rifratto nell'acqua, il secondo è riflesso nel vetro.
B: Sono rifratti.
C: Sono riflessi.
D: Il primo è riflesso nel vetro, il secondo è rifratto nell'acqua.
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Un sottile raggio di luce proveniente da P sta attraversando un blocco di vetro (n = 1,50) e incide sulla superficie di separazione con l'acqua nel punto O. Quale tra i raggi tratteggiati rappresenta il percorso della luce nell'acqua? (L'indice di rifrazione dell'acqua è n = 1,33.)
A: 1
B: 2
C: 3
D: 4
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Una lente è un sistema basato sul principio della:
A: rifrazione della luce.
B: diffrazione della luce.
C: riflessione della luce.
D: conduzione della luce.
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Fisica

Posizionando una lastra fotografica nella posizione in cui si forma un'immagine virtuale, la lastra:
A: resta impressionata.
B: resta impressionata con un'immagine capovolta.
C: resta impressionata con un'immagine sfocata.
D: non resta impressionata.
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Fisica

In un occhio miope la lente costituita dal cristallino ha una distanza focale:
A: nulla.
B: maggiore che in un occhio sano.
C: infinita.
D: minore che in un occhio sano.
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Fisica

È possibile raccogliere su uno schermo l'immagine di un oggetto posto a più del doppio della distanza focale dal centro di una lente convergente?
A: Sì, se lo schermo si trova dalla stessa parte della lente.
B: Sì, se lo schermo si trova dalla parte opposta della lente.
C: No, mai.
D: Dipende dalle dimensioni dell'oggetto.
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Fisica

In quali dei seguenti casi l'immagine prodotta è virtuale?
A: Un oggetto posto fra il fuoco e il centro di una lente convergente.
B: Un oggetto posto a una distanza pari al doppio della distanza focale dal centro di un obiettivo di una macchina fotografica.
C: Un oggetto posto nel fuoco di una lente d'ingrandimento.
D: L'immagine prodotta dall'oculare di un microscopio.
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Fisica

Un cannocchiale fornisce un'immagine:
A: identica all'oggetto osservato.
B: più piccola dell'oggetto osservato.
C: più grande dell'oggetto osservato.
D: più grande o più piccola dell'oggetto osservato a seconda dell'angolo visuale di osservazione.
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Fisica

Un raggio di luce rossa e un raggio di luce gialla si propagano nel vuoto. I due raggi hanno:
A: frequenze diverse e diverse velocità di propagazione.
B: la stessa frequenza e la stessa velocità di propagazione.
C: la stessa frequenza e diverse velocità di propagazione.
D: frequenze diverse e la stessa velocità di propagazione.
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