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Storia

Le prime rivolte in Italia.
Tra le rivolte urbane del Trecento la più famosa fu quella dei Ciompi di Venezia, nell'estate del 1378. I Ciompi (parola di origine incerta, che forse significa "straccivendoli"), cioè i lavoratori salariati dell'arte della lana, guidati dall'umile Michele di Loiano, il 21 luglio di quell'anno riuscirono con la forza a ottenere il governo della città. Tentarono di avviare un insieme di restrizioni per migliorare le retribuzioni ma l'esperimento fallì e molti dei capi della rivolta furono condannati a morte.
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Storia

I vari aspetti della crisi.
I vari aspetti della crisi.
A: La crisi determinò mutamenti strutturali che ebbero anche effetti positivi.
B: dispetto della mancanza di una crescita economica intensa, nella seconda metà del Trecento i mercati furono gestiti in misura maggiore dai poteri pubblici, guadagnando così in efficienza.
C: Il crollo demografico provocò un allentamento della pressione delle attività agricole sulle campagne: ciò favorì tra l'altro un aumento della biodiversità, permise il ripopolamento di molte specie vegetali fondamentali per le attività umane e rese possibile un aumento della terra destinata all'allevamento, con la conseguente maggiore disponibilità di alimenti di origine animale (latticini e carne), che integrarono così con un fondamentale apporto di proteine e grassi anche la dieta dei meno ricchi.
D: La crisi spinse i contadini, soprattutto nel centro Italia. ad adottare il contratto di mezzadria. Questo contratto garantiva sempre una rendita ai contadini, perché li liberava dai Signori del tempo e li rendeva liberi di gestire la terra a proprio piacimento.
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I fattori della crisi.
I fattori della crisi.
A: Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento, il miglioramento climatico avvenuto durante i secoli XI e XIII esaurì il suo effetto e si verificò un generale cambiamento. Il clima mite e regolare lasciò infatti il posto a un deciso innalzamento delle temperature, tanto che i paleoclimatologi hanno parlato di "piccola desertificazione".
B: L'eccesso di produzione di cereali dovuto ai cambiamenti climatici portò all'innalzamento dei prezzi degli stessi e quindi ad una crisi che ebbe ripercussioni in tutta Europa.
C: La crisi colpì anche le città dove i più colpiti erano i salariati precari, durante le carestie maggiori anche gli artigiani minori, e ancor di più i disoccupati; in campagna i contadini erano ugualmente a rischio.
D: Un altro elemento fondamentale che contribuì alla crisi del Trecento fu la cosiddetta "guerra permanente" che rendeva più difficili i commerci, la produzione agricola e quella di merci.
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La guerra nel Trecento.
Per capire quale fosse la situazione degli eserciti in Europa, bisogna fare un passo indietro. Nel pieno Medioevo, la guerra era principalmente condotta dai ________, che con i loro cavalli, in piccoli gruppi, compivano azioni di razzia e incursioni, al fine di ottenere, attraverso il saccheggio e la cattura di prigionieri, un ricco bottino. I ________ erano anche il cuore dell'esercito dei ________. Nel XII e XIII secolo, tuttavia, crebbe anche l'importanza di ________, ausiliari e tecnici (alcuni dei quali simili a "ingegneri"), utili a differenziare le tipologie di offesa. Per lo stesso motivo, si faceva un ricorso sempre più massiccio a uno strumento strategico fondamentale nel Medioevo, la devastazione delle ________ circostanti l'obiettivo militare, allo scopo di annullare i rifornimenti verso il nemico e indebolirlo. Questa pratica rese le ________ insicure e complicò ancora di più la già difficile situazione in cui versava la produzione ________.
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La peste bubbonica.
L'epidemia arrivò sulle coste del mar ________ portata dai ________ durante le loro ampie scorrerie in ________. Secondo il narratore piacentino Gabriele de' Mussi, nel 1346 il ________ dell'Orda d'oro ________, durante l'assedio della colonia commerciale ________ di Caffa (l'odierna Feodosia, in ________), avrebbe utilizzato una terribile "arma batteriologica": catapultò dei cadaveri di soldati infetti all'interno delle mura della colonia, contagiando così i mercanti ________. Questi, fuggiti dalla città, approdarono in ________ diffondendo così la malattia.
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Il crollo demografico.
È difficile produrre stime precise sul numero delle vittime, dato che la peste non colpì dappertutto con la medesima intensità, e soprattutto perché non possediamo dati statistici, che all'epoca nessuno raccoglieva. Si può dire però che ci fu un vero e proprio crollo demografico e durante l'epidemia del 1348 circa due terzi della popolazione europea morì. Il crollo fu senz'altro impressionante e influente: basti pensare che solo dalla metà dell'Ottocento la popolazione riprese a crescere, e solo dal XX secolo la popolazione italiana ritornò a essere pari o superiore a quella testimoniata nel 1340. La Grande Peste colpì i differenti paesi europei nello stesso modo: tuttavia, dobbiamo riconoscere che essa rappresentò una delle spinte maggiori alla crescita demografica di tutta la storia del nostro continente.
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Storia

I lazzaretti.
Cosa erano i lazzaretti?
A: Ospedali speciali costituiti da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
B: Castelli speciali costituiti  da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
C: Scuole speciali costituiti da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
D: Cimiteri speciali costituiti da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
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Storia

Le trasformazioni economiche.
Le trasformazioni economiche.
A: Con il crollo della popolazione, molte terre messe a coltura, anche quelle migliori adatte alla produzione agricola, vennero occupate, così come molti centri abitati diventati marginali e slegati rispetto ai centri di mercato principali.
B: La produzione agricola subì anch'essa il colpo: il crollo demografico ridusse la domanda di beni alimentari.
C: L'intenso sfruttamento agricolo della prima metà del Trecento, soprattutto in zone come la Toscana o la Lombardia, aveva creato i presupposti per un abbassamento delle rese agricole, causato dalla mancata rifertilizzazione dei terreni e dalla regressione della biodiversità in ambito rurale a vantaggio della continua estensione delle monocolture cerealicole.
D: Alcuni settori produttivi che fino a quel momento erano stati particolarmente svantaggiosi, come quello cerealicolo, risentirono poco della contrazione demografica, quanto della fase di stallo, che fu peraltro breve, dei mercati. Fu così che alcuni ceti sociali tradizionali, che si erano trovati al centro della crescita dopo il Mille, nel Trecento aumentarono il loro potere: è il caso della signoria rurale.
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Le rivolte contadine.
In campagna, le rivolte più gravi furono quelle scoppiate durante la guerra dei ________ in Francia e in ________. La rivolta francese avvenne nel 1358 ed ebbe il nome di ________, da Jacques Bonhomme, "il buon ________", nomignolo con cui i nobili indicavano paternalisticamente i contadini. Durò appena dodici giorni, ma fu di una violenza inaudita. I contadini, che volevano veder limitati i diritti signorili su di loro, fecero strage di aristocratici e distrussero moltissimi ________. La repressione fu altrettanto feroce. Furono uccisi circa 20.000 contadini. La rivolta inglese aveva origini più lontane: al malcontento generato dallo Statuto dei ________ del 1351, che fissava un tetto massimo per i salari dei contadini, si aggiunse quello per la ________, una tassa imposta nel 1377, con cui la monarchia inglese voleva rifinanziare la guerra contro la Francia. La rivolta scoppiò nel 1381 tra i contadini del Kent e dell'________ (nel sud-est dell'Inghilterra), che chiedevano una riforma fiscale e l'abolizione della servitù.
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Un periodo d'oro per le arti.
La visione generalmente diffusa della crisi del tardo Medioevo come di un periodo di peggioramento della vita economica, sociale e politica si trova a fare i conti con la straordinaria stagione artistica vissuta dall'Europa nel Trecento, e in modo particolare dall'Italia.  Un esempio formidabile è l'eccezionale sviluppo delle arti figurative in Italia nella prima metà del Trecento. In questo periodo i pittori Simone Martini (1284 ca-1344) e ________ (1280-1348 ca) lavorarono nella grande Basilica di ________________, dove vi lavorò forse anche il giovanissimo Giotto di Bondone* (1267 ca-1337), che sicuramente dipinse per il grande finanziere e imprenditore ________ la Cappella Scrovegni ________, entro il 1305.
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