Capitolo 8 - Economia e società nella prima metà dell’Ottocento.

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La storia. Progettare il futuro. Volume 2 / Il Settecento e l'Ottocento.
Capitolo
Capitolo 8 - Economia e società nella prima metà dell’Ottocento.
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Noi di ieri, noi di domani. VOL 2 / Il Settecento e l'Ottocento.
Capitolo
Capitolo 8 - Economia e società nella prima metà dell’Ottocento.
INFO

Storia

Le trasformazioni socio-economiche dell'Ottocento.
L'introduzione del sistema ________ modificò in maniera radicale la vita ________, e non necessariamente le trasformazioni si tradussero – almeno nell'immediato – in un miglioramento: infatti il sistema ________ contribuì a far scomparire alcune pratiche di solidarietà fra i ceti popolari, in uso da tempo, senza garantire da subito la loro sostituzione con qualcosa di nuovo ed equivalente. In Gran Bretagna, sin dalla fine del Settecento e poi nei primi decenni del nuovo secolo, le manifestazioni di protesta ________ e dei minatori contro le pesanti condizioni di lavoro a cui erano sottoposti erano state duramente represse dalle autorità. A partire dagli anni Venti, le forme più violente della protesta (per
esempio la distruzione degli impianti, praticata dai ________) furono progressivamente accantonate in favore di altre più pacifiche: comizi, manifestazioni e scioperi, questi ultimi particolarmente invisi ai padroni delle fabbriche, perché li danneggiavano economicamente.
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Storia

Riepilogando.
Nei primi decenni dell'Ottocento il primato industriale britannico si rafforzò, ma parallelamente anche altre regioni dell'Europa continentale compirono i primi passi sulla via dalla rivoluzione industriale. I paesi late comers presero a modello le tecniche e i processi produttivi sperimentati in ________, e adottarono politiche industriali, finanziarie e politiche fiscali che, in alcuni casi, accelerarono la trasformazione delle loro economie. Intorno al 1840 le aree di maggiore sviluppo industriale erano – oltre all'________ e ad alcune regioni del Galles e della Scozia – il ________, il nord-est della ________, la ________ in terra tedesca e la ________ nell'impero asburgico. I paesi dell'Europa mediterranea e, in misura più grave, i grandi imperi ________ e russo scontarono la propria arretratezza economica e sociale; nel caso dell'Italia, un ruolo negativo ebbero anche le ________. Dall'altra parte dell'Atlantico anche gli Stati Uniti intrapresero un percorso di industrializzazione, che tuttavia ebbe caratteristiche proprie e interessò prevalentemente gli Stati del nord-est del paese.
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Storia

Il proletariato.
Perché il lavoratori iniziarono a definirsi "proletariato"?
A: Perché oltre alla forza lavoro non possedevano altro che la "prole".
B: Perché rappresentavano la "prole" (ossia i figli) della nuova era.
C: Perché lavoravano per mantenere e sfamare la prole.
D: Perché molti dei lavoratori impiegati nelle fabbriche e nelle miniere erano bambini.
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Storia

Il cartismo.
Nel 1838 sorse un nuovo movimento nel Regno Unito che non si limitava chiedere aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro, ma che pose sul piatto anche questioni legate alla rappresentanza ________. Il movimento prese il nome di cartismo perché i suoi sostenitori si riconoscevano nella People's Charter (Carta del ________), un documento in cui si formulavano precise richieste al governo inglese: elezioni ________ e con voto ________; il suffragio ________ per chi aveva più di ventuno anni; la ridefinizione dei ________, in modo che vi fosse maggiore proporzionalità fra votanti e rappresentanti; l'introduzione di un'indennità per i ________ (particolarmente importante, perché avrebbe consentito anche a chi non disponeva di rendite personali di esercitare, se eletto, il proprio mandato); infine, una legislazione sociale più avanzata. I cartisti prepararono una petizione che, anche grazie al sostegno delle Trade ________, fu sottoscritta da oltre un milione di persone e, nel 1839, fu presentata alla Camera dei ________ e discussa in Parlamento, ma senza successo. Il movimento cartista ripresentò proposte analoghe nel 1842 e nel 1848; poi si esaurì, e fu soppiantato da altre forme di associazione e mobilitazione.
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Storia

Pensatori socialisti.
________
Fra i socialisti utopisti, egli merita un posto speciale: innanzitutto perché fu un imprenditore.
Comproprietario e direttore di una fabbrica cotoniera, ,ravvisava nello sfruttamento dei lavoratori – che produceva in loro abbrutimento fisico e morale, alcolismo, ignoranza, disuguaglianza e instabilità sociale – il principale limite allo sviluppo industriale.

________
Fu il primo nel suo Paese ad avanzare proposte di stampo socialista. Nato in una famiglia aristocratica, ma convinto sostenitore della Rivoluzione francese, riteneva che il rinnovamento della società avviato nel 1789 dovesse compiersi eliminando una volta per tutte l'influenza di quelle che definiva le classi parassitarie (in quanto oziose e improduttive) e consegnando le leve del potere politico ed economico al ceto dei "produttori", formato da industriali e
operai, ma anche da tecnici, banchieri, scienziati e intellettuali.

________
Il filosofo ed economista francese considerava disumanizzanti la civiltà industriale e la vita nelle grandi metropoli. Secondo lui l'uomo, per natura, tendeva alla concordia e alla collaborazione con i propri simili: ma questa propensione naturale non poteva più esprimersi nella società capitalista, profondamente condizionata dall'individualismo, dalla concorrenza e dall'avidità dei borghesi che sfruttavano le classi lavoratrici. Occorreva quindi dar vita a nuove comunità produttive e sociali, i falansteri. Ciascun falansterio avrebbe dovuto ospitare non più di 1600 persone, fra uomini e donne, appartenenti a tutte le condizioni sociali e determinate
a convivere e a collaborare, secondo principi di solidarietà, di condivisione, di completa parità fra i sessi.

________
Espose le proprie idee nel saggio L'organizzazione del lavoro (1839) –  e vedeva nella concorrenza libera e senza regole una minaccia per la società. Addirittura giudicava che fosse dannosa sia per i lavoratori – perché, "giustificava" la tendenza a una continua riduzione dei salari, peggiorando le loro condizioni di vita – sia per la borghesia capitalistica – perché, favorendo le grandi concentrazioni industriali e finanziarie, avrebbe finito per spazzare via la media e la piccola proprietà.

________
La sua frase più citata – e spesso fraintesa – del suo trattato Che cos'è la proprietà (1840) afferma che «la proprietà è un furto».
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Storia

Il socialismo.
Il socialismo.
A: Il socialismo ai suoi albori si basò su premesse ideologiche piuttosto vaghe e non avanzò proposte concrete per il futuro.
B: Denunciava i limiti della società industriale, che peraltro non condannava in blocco, e in particolare sottolineava l'ingiustizia rappresentata dalla disparità di distribuzione delle ricchezze.
C: Nella società ideale immaginata dai socialisti, tutti, eccetto la classe lavoratrice, avrebbero dovuto godere dei benefici introdotti dalla modernizzazione e dall'industrializzazione, perché solo in questo modo povertà e disparità sociale sarebbero state abolite.
D: A causa del carattere concreto delle sue aspirazioni, che denotava anche una certa consapevolezza dei meccanismi economici in gioco, il socialismo delle origini sarebbe stato definito in seguito, con una sfumatura romantica, "socialismo utopistico".
Vero o falsoVero o falso
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Storia

Le prime cooperative di consumo.
Chi organizzò le prime cooperative di consumo?
A: Blanc.
B: Owen.
C: Saint-Simon.
D: Proudhon.
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Storia

Il lavoro secondo Proudhon.
Come doveva essere per Proudhon il lavoro da inserire al centro della vita sociale degli uomini?
A: Un mezzo di promozione dell'individuo.
B: Uno strumento di oppressione.
C: Un mezzo di produzione.
D: Un passatempo.
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Storia

Le teorie di Proudhon.
Le teorie di Proudhon furono successivamente definite …
A: Cattoliche.
B: Comuniste.
C: Socialiste.
D: Anarchiche.
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Storia

La situazione sociale nel primo Ottocento.
Per quanto fossero dirompenti le novità e i problemi legati all'industrializzazione, è bene sottolineare che, nella prima metà dell'Ottocento, la maggioranza dei poveri e degli oppressi d'Europa non abitava nei centri urbani e non era impiegata nelle campagne, ma piuttosto viveva nelle città e si dedicava tessitura. Nelle aree più industrializzate del Vecchio Continente, fra le quali alcune zone della Renania e della Boemia, il settore tessile dava ancora lavoro alla metà della popolazione attiva. La percentuale era molto più alta nelle zone economicamente avanzate, come le province settentrionali dell'Impero asburgico o quelle meridionali del Regno prussiano; in Basilicata, per esempio, i tessitori rappresentavano l'89% della popolazione attiva.
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