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Storia

I fattori della crisi.
I fattori della crisi.
A: Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento, il miglioramento climatico avvenuto durante i secoli XI e XIII esaurì il suo effetto e si verificò un generale cambiamento. Il clima mite e regolare lasciò infatti il posto a un deciso innalzamento delle temperature, tanto che i paleoclimatologi hanno parlato di "piccola desertificazione".
B: L'eccesso di produzione di cereali dovuto ai cambiamenti climatici portò all'innalzamento dei prezzi degli stessi e quindi ad una crisi che ebbe ripercussioni in tutta Europa.
C: La crisi colpì anche le città dove i più colpiti erano i salariati precari, durante le carestie maggiori anche gli artigiani minori, e ancor di più i disoccupati; in campagna i contadini erano ugualmente a rischio.
D: Un altro elemento fondamentale che contribuì alla crisi del Trecento fu la cosiddetta "guerra permanente" che rendeva più difficili i commerci, la produzione agricola e quella di merci.
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Storia

La guerra nel Trecento.
Per capire quale fosse la situazione degli eserciti in Europa, bisogna fare un passo indietro. Nel pieno Medioevo, la guerra era principalmente condotta dai ________, che con i loro cavalli, in piccoli gruppi, compivano azioni di razzia e incursioni, al fine di ottenere, attraverso il saccheggio e la cattura di prigionieri, un ricco bottino. I ________ erano anche il cuore dell'esercito dei ________. Nel XII e XIII secolo, tuttavia, crebbe anche l'importanza di ________, ausiliari e tecnici (alcuni dei quali simili a "ingegneri"), utili a differenziare le tipologie di offesa. Per lo stesso motivo, si faceva un ricorso sempre più massiccio a uno strumento strategico fondamentale nel Medioevo, la devastazione delle ________ circostanti l'obiettivo militare, allo scopo di annullare i rifornimenti verso il nemico e indebolirlo. Questa pratica rese le ________ insicure e complicò ancora di più la già difficile situazione in cui versava la produzione ________.
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Storia

La peste bubbonica.
L'epidemia arrivò sulle coste del mar ________ portata dai ________ durante le loro ampie scorrerie in ________. Secondo il narratore piacentino Gabriele de' Mussi, nel 1346 il ________ dell'Orda d'oro ________, durante l'assedio della colonia commerciale ________ di Caffa (l'odierna Feodosia, in ________), avrebbe utilizzato una terribile "arma batteriologica": catapultò dei cadaveri di soldati infetti all'interno delle mura della colonia, contagiando così i mercanti ________. Questi, fuggiti dalla città, approdarono in ________ diffondendo così la malattia.
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Storia

Il crollo demografico.
È difficile produrre stime precise sul numero delle vittime, dato che la peste non colpì dappertutto con la medesima intensità, e soprattutto perché non possediamo dati statistici, che all'epoca nessuno raccoglieva. Si può dire però che ci fu un vero e proprio crollo demografico e durante l'epidemia del 1348 circa due terzi della popolazione europea morì. Il crollo fu senz'altro impressionante e influente: basti pensare che solo dalla metà dell'Ottocento la popolazione riprese a crescere, e solo dal XX secolo la popolazione italiana ritornò a essere pari o superiore a quella testimoniata nel 1340. La Grande Peste colpì i differenti paesi europei nello stesso modo: tuttavia, dobbiamo riconoscere che essa rappresentò una delle spinte maggiori alla crescita demografica di tutta la storia del nostro continente.
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Storia

I lazzaretti.
Cosa erano i lazzaretti?
A: Ospedali speciali costituiti da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
B: Castelli speciali costituiti  da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
C: Scuole speciali costituiti da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
D: Cimiteri speciali costituiti da casupole e da una cappella, circondati da mura invalicabili.
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Storia

Le trasformazioni economiche.
Le trasformazioni economiche.
A: Con il crollo della popolazione, molte terre messe a coltura, anche quelle migliori adatte alla produzione agricola, vennero occupate, così come molti centri abitati diventati marginali e slegati rispetto ai centri di mercato principali.
B: La produzione agricola subì anch'essa il colpo: il crollo demografico ridusse la domanda di beni alimentari.
C: L'intenso sfruttamento agricolo della prima metà del Trecento, soprattutto in zone come la Toscana o la Lombardia, aveva creato i presupposti per un abbassamento delle rese agricole, causato dalla mancata rifertilizzazione dei terreni e dalla regressione della biodiversità in ambito rurale a vantaggio della continua estensione delle monocolture cerealicole.
D: Alcuni settori produttivi che fino a quel momento erano stati particolarmente svantaggiosi, come quello cerealicolo, risentirono poco della contrazione demografica, quanto della fase di stallo, che fu peraltro breve, dei mercati. Fu così che alcuni ceti sociali tradizionali, che si erano trovati al centro della crescita dopo il Mille, nel Trecento aumentarono il loro potere: è il caso della signoria rurale.
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Storia

Le rivolte contadine.
In campagna, le rivolte più gravi furono quelle scoppiate durante la guerra dei ________ in Francia e in ________. La rivolta francese avvenne nel 1358 ed ebbe il nome di ________, da Jacques Bonhomme, "il buon ________", nomignolo con cui i nobili indicavano paternalisticamente i contadini. Durò appena dodici giorni, ma fu di una violenza inaudita. I contadini, che volevano veder limitati i diritti signorili su di loro, fecero strage di aristocratici e distrussero moltissimi ________. La repressione fu altrettanto feroce. Furono uccisi circa 20.000 contadini. La rivolta inglese aveva origini più lontane: al malcontento generato dallo Statuto dei ________ del 1351, che fissava un tetto massimo per i salari dei contadini, si aggiunse quello per la ________, una tassa imposta nel 1377, con cui la monarchia inglese voleva rifinanziare la guerra contro la Francia. La rivolta scoppiò nel 1381 tra i contadini del Kent e dell'________ (nel sud-est dell'Inghilterra), che chiedevano una riforma fiscale e l'abolizione della servitù.
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Storia

Un periodo d'oro per le arti.
La visione generalmente diffusa della crisi del tardo Medioevo come di un periodo di peggioramento della vita economica, sociale e politica si trova a fare i conti con la straordinaria stagione artistica vissuta dall'Europa nel Trecento, e in modo particolare dall'Italia.  Un esempio formidabile è l'eccezionale sviluppo delle arti figurative in Italia nella prima metà del Trecento. In questo periodo i pittori Simone Martini (1284 ca-1344) e ________ (1280-1348 ca) lavorarono nella grande Basilica di ________________, dove vi lavorò forse anche il giovanissimo Giotto di Bondone* (1267 ca-1337), che sicuramente dipinse per il grande finanziere e imprenditore ________ la Cappella Scrovegni ________, entro il 1305.
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Storia

I grandi letterati del Trecento italiano.
Chi furono i tre grandi letterati del Trecento italiano? (segui ordine alfabetico).

________.
________.
________.
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Storia

Le rivolte in Inghilterra.
In Inghilterra sin dal 1351, era stato emanato nel regno uno Statuto ________ che fissava un tetto massimo per ________ e che aveva suscitato grande malcontento; a ciò si aggiunse nel 1377 l'introduzione di una nuova tassa, la poll tax, che serviva alla monarchia inglese per rifinanziare la guerra contro ________. La situazione divenne sempre più esplosiva e nel 1381 scoppiò una grande rivolta tra ________ del Kent e dell'Essex (nel sud-est dell'Inghilterra), che presero d'assalto ________ chiedendo una riforma fiscale e l'abolizione della servitù.
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