Capitolo 5 – Papato, Impero e monarchie nazionali.

10 esercizi
SVOLGI
INFO

Storia

Lo scontro tra papato e Impero.
Lo scontro fra Papato e Impero originato dalla questione dell'investitura dei vescovi e noto con il nome di …
A: "Lotta per le investiture".
B: "Lotta per le candidature".
C: "Lotta per le acconciature".
D: "Lotta per le vicissitudini".
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Storia

Il programma teocratico di Innocenzo III.
Alla fine del XII secolo, il progetto teocratico di ________ VII fu ripreso da un altro grande papa, Innocenzo III (1198-1216). In passato tutti i papi si erano definiti "vicari di san ________". Invece l'energico Innocenzo III si definì "vicario di ________"; voleva in questo modo sottolineare che non solo egli era storicamente il successore di ________ apostolo, ma che la sua autorità sostituiva addirittura quella di ________. Egli doveva essere la guida di tutti i cristiani, cioè dell'intera società medievale, e aveva il diritto di intervenire non solo nelle questioni religiose ma anche in quelle terrene. Innocenzo III riteneva che il suo potere derivasse direttamente da Dio: i sovrani dovevano essergli sottomessi come figli devoti.
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Storia

Innocenzo III.
Il programma di governo di Innocenzo III fu pienamente ________. Durante il Concilio Lateranense IV, tenutosi nel 1215, il papa aveva affrontato i problemi della Chiesa con instancabile energia e intelligenza. Da una parte aveva represso con spietata decisione le eresie patarine, valdesi e soprattutto quella ________, dall'altra aveva favorito la crescita dei nuovi ordini ________. Mostrando grande perspicacia, egli aveva capito che i frati domenicani e francescani con il loro esempio di vita, di ________ erano in grado di rendere inefficaci gli attacchi degli eretici contro il clero corrotto e nello stesso tempo offrivano ai fedeli un modello di clero positivo, i primi rivolgendosi al pubblico colto delle città, i secondi a quello degli analfabeti, dei poveri e dei contadini. Innocenzo III promosse inoltre la quarta crociata, che però si concluse con la sanguinosa creazione dell'Impero ________ e non con la liberazione della Terrasanta, del tutto dimenticata.
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Storia

L'influenza politica di Innocenzo III.
Alla morte prematura di ________, che aveva lasciato come erede un bambino di tre anni, ________, in Germania era scoppiata una contesa fra le principali casate nobiliari per la successione al trono imperiale. ________ si inserì in questa disputa, pensando di poterne essere l'arbitro e in un primo tempo favorì il candidato del partito guelfo, ________, della casa di ________, e lo incoronò imperatore nel 1209. Vista però la scarsa lealtà del nuovo re, che si dimostrò meno incline del previsto ad accettare le sue direttive, il papa cambiò idea e lo scomunicò, accusandolo di tradimento. Il papa, allora, sperando che ________ fosse più ubbidiente, poiché era cresciuto sotto la sua tutela, nel 1215 lo volle re di Germania. Morto Innocenzo III, il giovane re riuscì, nel 1220, a farsi incoronare imperatore con il nome di ________ dal nuovo papa ________.
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Storia

La tolleranza di Federico.
Fra il 1222 e il 1224 Federico dovette affrontare i Catari di Sicilia che erano diventati padroni di vastissimi territori. Li sconfisse e li deportò in massa a Lucerna, nella Svizzera settentrionale, permettendogli di continuare a vivere secondo le loro abitudini e di professare pubblicamente la loro religione protestante. Questo atteggiamento di tolleranza, del tutto inconsueto per l'epoca, suscitò molte critiche fra i contemporanei.
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Le Costituzioni melfitane.
Tornato dalla crociata Federico II riprese l'opera di riordinamento del regno ed emanò nel 1231 a Melfi, in ________, il Liber Augustalis ("Libro dell'________"), ovvero le "Costituzioni del regno di ________", più note come Costituzioni melfitane; in esse esponeva i principi secondo i quali intendeva governare. Federico II, aiutato dai suoi consiglieri, aveva riscoperto il diritto pubblico ________, codificato nel Corpus iuris civilis dall'imperatore ________ nel VI secolo d.C. Facendo riferimento a questa base giuridica egli sosteneva che il suo potere non derivava affatto dal ________, ma da Dio, dall'eredità dell'Impero romano e «per la stessa necessità naturale» che hanno gli uomini di avere un capo che li governi. La sovranità si esercitava mediante le ________, applicate correttamente dai giudici; era perciò proibito vendicarsi e organizzare rappresaglie. Nessuno era al di sopra della legge, neanche il sovrano.
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Storia

Federico II e i Comuni.
Federico II e i Comuni.
A: Il progetto di riordino del regno di Sicilia suscitò grandi timori in Italia meridionale, dove i Comuni sospettavano che Federico II avrebbe presto esteso quel modello a tutti i territori dell'Impero. L'imperatore, in effetti, entrò subito in conflitto con i Comuni, ai quali revocò, dopo un lungo contendere, con la dieta di Cremona del 1226, tutte le concessioni che essi erano riusciti a ottenere da Federico Barbarossa con la pace di Costanza del 1183.
B: Molti Comuni, appoggiati da Gregorio IX, costituirono allora una lega guelfa, ma nel 1237 Federico e i Comuni ghibellini, suoi alleati, la sconfissero a Cortenuova, presso Bergamo.
C: Federico si impossessò in questa battaglia del carroccio di Milano e lo portò trionfalmente a Cremona, con il podestà della città legato all'albero del carro.
Vero o falsoVero o falso
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Storia

Il successore di Federico II.
Chi fu incoronato re di Germania alla morte di Federico II?
A: Manfredi.
B: Enrico VII.
C: Corrado IV.
D: Federico III.
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Storia

La nascita delle monarchie nazionali.
Mentre in ________ per secoli la monarchia continuò a essere elettiva, in ________, già l'iniziatore della dinastia dei capetingi, ________ (987-996), era riuscito ad associare al regno il figlio, e a rendere la monarchia ereditaria: da lui discesero in linea diretta ben quattordici sovrani. La situazione della monarchia ________ peggiorò nella metà del XII secolo, quando il re ________________ (1154-1189) si trovò a essere il potente signore di due terzi della sua nazione. Egli infatti aveva ereditato per via ________ il ducato di Normandia e per via ________ la contea di Angiò; nel 1152 aveva inoltre sposato l'ex moglie di ________ di Francia, la vivace e colta Eleonora d'Aquitania, erede di uno dei più grandi feudi della Francia meridionale.
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Storia

L'Inghilterra e la Magna Charta Libertatum.
Il re ________ d'Inghilterra si meritò il titolo di ________ proprio per avere perso gran parte dei possedimenti inglesi in ________ nella battaglia di Bouvines. Ritornato in patria, non riuscì a resistere alla pressione ________ inglesi e concesse, nel 1215, la Magna Charta Libertatum, cioè la "Grande Carta delle Libertà", un documento che limitava i poteri ________  e che garantiva il rispetto della tradizione, cioè di tutti i diritti di cui godevano i nobili, il clero e gli uomini liberi del regno. Questi ultimi ottennero di essere giudicati da un tribunale di loro pari. Il re si impegnò anche a non imporre nuove tasse senza l'approvazione ________ e del clero e a farsi assistere da venticinque ________ nella conduzione del governo.
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