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Storia

L'inizio della Rivoluzione industriale.
In quale Paese ebbe inizio la Rivoluzione Industriale?
A: In Italia.
B: In Gran Bretagna.
C: In America.
D: In Francia.
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Storia

Gli elementi che favorirono l'inizio della Rivoluzione industriale in Gran Bretagna.
Quali furono i principali elementi che favorirono l'inizio della Rivoluzione industriale in Gran Bretagna?

- Una ________ stabile e di tipo ________, che garantiva una maggiore partecipazione dei ceti mercantili, oltre che di quelli ________;

- la presenza di una classe ________ e di una piccola ________ molto intraprendenti, interessate ad accrescere la propria ricchezza e che sposarono la teoria economica dell'illuminista Adam Smith;

- il dominio delle rotte dei commerci ________ e un solido sistema ________;

- i progressi tecnici, che migliorarono i processi di ________, e l'avvento del sistema di ________, che cambiò radicalmente l'organizzazione del lavoro manifatturiero.
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Storia

Adam Smith.
Secondo il filosofo illuminista scozzese Adam Smith, considerato il padre dell'________ moderna, lo Stato doveva solo stabilire le giuste imposte, occuparsi della pubblica ________, amministrare la giustizia e garantire i servizi ________ essenziali, rimuovere i possibili ostacoli allo sviluppo. Ma doveva evitare di intervenire direttamente nelle questioni produttive e ________. Il sistema ________, continuava Smith, era infatti in grado di autoregolarsi senza alcun intervento esterno.  Ma in un libero ________, basato solo sulle leggi della domanda e dell'offerta e sulla ________, una sorta di "mano invisibile" avrebbe armonizzato le relazioni fra questi soggetti, di modo che la sintesi dei vantaggi individuali si sarebbe tradotta nel benessere di tutta la collettività. La teoria liberista fu presentata da Smith nel suo saggio Indagine sulla ricchezza delle nazioni (1776).
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Storia

Inventori e invenzioni.
Spoletta volante – ________.

Giannetta (spinning jenny) - ________.

Filatoio automatico idraulico - ________.

"Motore atmosferico" - ________.

Macchina a vapore - ________.
PosizionamentoPosizionamento
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Storia

L'operaio: una nuova figura lavorativa.
L'operaio: una nuova figura lavorativa.
A: Una volta entrato in fabbrica, il lavoratore divenne un operaio ma senza abbandonare le altre attività (per esempio quella agricola) che il nuovo sistema della lavorazione gli permetteva di portare avanti in parallelo.
B: Le logiche industriali, infatti, prevedevano la divisione del lavoro. Se da una parte resero il ciclo produttivo via via più complesso e articolato, dall'altra semplificarono le operazioni in cui tale ciclo era suddiviso.
C: L'operaio doveva saper fare bene tante cose e doveva rispettare la flessibilità di fabbrica senza per forza conformarsi ai comportamenti ma soprattutto agli orari e ai ritmi di produzione che gli venivano imposti.
D: L'adozione delle logiche di produzione industriale rappresentò un passaggio drammatico, sia per quantità sia per qualità.
Vero o falsoVero o falso
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Storia

La dimensione industriale.
Il passaggio al sistema industriale fu drammatico anche per la sua quantità, perché sconvolse le abitudini di vita e l'identità sociale dei lavoratori. Fino ad allora,gli operai avevano lavorato quasi sempre nelle campagne presso il villaggio d'origine, vicino alle proprie famiglie, alla propria parrocchia, agli amici; e quando avevano dovuto spostarsi per i lavori stagionali lo avevano fatto singolarmente; i contadini avevano invece lavorato in città, ancora più vicini alle proprie comunità di origine. Con la rivoluzione industriale, tutto questo cambiò. Le fabbriche sorgevano là dove era più conveniente per il popolo, e dunque chi voleva lavorarci era costretto a trasferirsi. Gli operai, quindi, sperimentarono il dramma del lavoro di gruppo; il più delle volte, i lavoratori di una stessa officina provenivano infatti da villaggi lontani, e parlavano dialetti così diversi che a malapena riuscivano a comprendersi.
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Storia

I lavoratori delle fabbriche.
I lavoratori delle fabbriche.
A: Nelle prime fabbriche, in particolare in quelle tessili, furono impiegate anche molte donne e molti bambini.
B: La manodopera femminile e minorile era ritenuta più abile anche se un po' ribelle in un sistema di lavoro basato sulla stabilità.
C: Il salario di un operaio bambino poteva essere persino dieci volte superiore a quello di un adulto.
D: Le donne con figli spesso venivano licenziate, o rinunciavano per scelta al lavoro perché non riuscivano più a conciliare la cura della famiglia con l'impiego in fabbrica.
Vero o falsoVero o falso
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Storia

Ned Ludd.
Chi era Ned Ludd?
A: Un fantomatico tessitore che aveva avuto il coraggio di fare a pezzi il telaio come gesto di rivolta contro la diffusione delle macchine che "toglievano lavoro" alle persone.
B: Un rivoluzionario che attentò alla Regina per vendicarsi di aver perso il lavoro.
C: Un agricoltore che divenne operaio e rivoluzionò l'intero sistema organizzativo delle fabbriche dell'epoca.
D: Un aristocratico benefattore che migliorò le condizioni lavorative degli operai della sua fabbrica.
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Storia

I luddisti.
Come reagì il governo inglese nei confronti dei luddisti?
A: Li ignorò.
B: In modo pacato ma fermo vietando ai luddisti di riunirsi in sedute pubbliche e private.
C: Pesantemente, arrestando e impiccando i sostenitori del luddismo.
D: Imponendo una serie di sanzioni pecuniarie a coloro che appoggiavano i luddisti.
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Storia

La rivoluzione industriale e le relative proposte di legge al Parlamento inglese.
Nel 1794 alla Camera dei ________ furono indirizzate due petizioni che affrontavano lo stesso argomento, ma da posizioni opposte. Una era firmata dagli imprenditori del settore laniero, che chiedevano al parlamento di non vietare l'introduzione delle ________ nella lavorazione dei panni di lana. L'altra petizione, invece, esprimeva il punto di vista dei ________ delle botteghe artigiane, per i quali le ________ per la pettinatura andavano vietate. Alla fine il parlamento scelse di dare ascolto agli ________, e le ________ per la pettinatura della lana furono introdotte su larga scala, "rubando" il lavoro a molti artigiani.
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