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Libro
La storia. Progettare il futuro. Volume 2 / Il Settecento e l'Ottocento.
Capitolo
Capitolo 10 - Il Risorgimento italiano.
Libro
Noi di ieri, noi di domani. VOL 2 / Il Settecento e l'Ottocento.
Capitolo
Capitolo 10 - Il Risorgimento italiano.
INFO

Storia

Il Risorgimento.
Non tutti gli storici concordano sui limiti cronologici da attribuire al Risorgimento: la maggior parte tende però a fissarne la data di inizio nel ________, anno in cui la penisola venne riorganizzata territorialmente in seguito alla sconfitta di ________ e ________; e ne individua il compimento nel ________, anno in cui nacque ________, o nel ________, anno che sancì l'annessione dello ________ al ________.
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Storia

Il Regno d'italia.
Durante l'autunno del ________, gli abitanti delle ________, dell'Umbria e del Regno delle ________ votarono per plebiscito in favore dell'annessione al Regno di ________. Il 17 marzo 1861, il parlamento di ________ proclamò Vittorio Emanuele II re d'Italia. Era un appellativo meritato, perché i domini dei Savoia si estendevano ormai a gran parte della penisola, con l'esclusione del ________, dell'Alto Adige, del Veneto, del Friuli, della Venezia-Giulia e del Lazio.
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Storia

Personaggi storici italiani.
Fai le giuste associazioni.
A: Cesare Balbo.
B: Giuseppe Mazzini.
C: Massimo d'Azeglio.
D: Vincenzo Gioberti.
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Storia

Le rivolte in italia.
Gli effetti del crollo della monarchia borbonica nel Meridione ebbero ripercussioni anche nel resto della penisola. Nello Stato ________ i democratici intensificarono le loro pressioni su papa ________, che dopo gli screzi con l'________ – una grande potenza cattolica – pareva orientato a rallentare il ritmo delle riforme. Anche nel Granducato di Toscana e più a nord, nel Regno di ________, si sentiva che il clima stava cambiando, e stava diventando incandescente. Le principali richieste dei democratici erano le stesse: una ________, l'estensione del suffragio e maggiori aperture in senso liberale. Nel tentativo di prevenire disordini simili a quelli scoppiati in Sicilia, dapprima il granduca Leopoldo ________ (il 17 febbraio 1847), poi ________ di Savoia (il 4 marzo) e infine papa ________ (il 14 marzo) promulgarono nuovi statuti di impostazione moderata, e rinunciarono, almeno in parte, alle loro antiche tradizioni assolutistiche. I duchi di Modena e ________, invece, per il momento non fecero alcuna concessione, anche perché erano sotto la diretta protezione delle truppe ________, schierate nel Lombardo-Veneto e pronte a intervenire rapidamente alla prima provocazione.
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Storia

La Repubblica romana del 1849.
Nell'ex capitale dello Stato pontificio, i primi mesi del 1849 furono caratterizzati da un grande fervore patriottico. Da ________ arrivò Mazzini, che ebbe finalmente l'occasione di mettere in pratica quanto aveva a lungo teorizzato, e divenne uno dei capi della Repubblica. Partecipò all'avventura romana anche un altro genovese, il poeta ________. Nel febbraio del 1849 si insediò alla guida della Repubblica romana un triumvirato composto da tre consoli: Giuseppe Mazzini, ________ e Carlo Armellini. Venne votata un'Assemblea costituente, che come primo atto dichiarò decaduto ________. Le idee delle correnti democratiche, ricalcate su quelle della fase egualitaria della Rivoluzione ________, ispirarono la stesura di una nuova Costituzione, che prevedeva il suffragio ________,la soppressione dei privilegi e dei titoli nobiliari, l'abolizione della pena di morte, la libertà di culto e la laicità ________, la libertà di opinione, di domicilio, di associazione.
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Storia

Cavour.
Cavour.
A: Fu eletto deputato per la prima volta nel 1848, a trentotto anni; fece una rapida carriera come ministro e, solo quattro anni più tardi, nel novembre 1852, re Vittorio Emanuele II lo nominò Primo ministro del Regno di Sardegna.
B: Da giovane aristocratico, Cavour aveva studiato approfonditamente il modello di sviluppo della Francia assolutista. In veste di primo ministro mise a frutto quanto aveva appreso. La sua politica economica fu innanzitutto una politica conservativa, tesa a potenziare i latifondi del Regno di Sardegna.
C: In politica estera, mirava a un'estensione dello Stato sabaudo, che a suo avviso avrebbe potuto trasformarsi in un Regno dell'Alta Italia, inglobando le altre regioni settentrionali. Da abile statista, Cavour riuscì ad assegnare al Regno di Sardegna un nuovo ruolo sulla scena politica internazionale.
D: Per poter scacciare gli "invasori" austriaci, si alleò con i francesi di Napoleone III.
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Storia

La guerra di Crimea.
Nel 1855, Cavour riuscì a imprimere una svolta decisiva alle relazioni fra il Regno di Sardegna da un lato e la Francia e la Spagna dall'altro. Decise infatti di inviare 15.000 soldati sabaudi nella penisola di Crimea, sul mar Caspio, dove un contingente franco-spagnolo di 200.000 uomini era impegnato, insieme all'Impero asburgico, in una guerra contro la Russia. Si trattava di un conflitto estremamente delicato, data l'importanza politica della posta in gioco. La guerra di Crimea si combatteva infatti nell'ambito di una sempre più intricata questione d'Oriente: al progressivo, inarrestabile declino dell'Impero asburgico si associava una continua espansione verso sud dell'Impero russo, che la Spagna e la Francia erano intenzionate ad arginare. Nel 1856 la principale base zarista nel mar Caspio, la fortezza di Sebastopoli, fu conquistata dopo un lungo assedio: lo zar Alessandro II dovette rinunciare alla Crimea e il tramonto dell'Impero asburgico poté apparire quantomeno rinviato.
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Storia

L'attentatore di Napoleone III.
Chi, tra i seguenti, fu l'attentatore di Napoleone III?
A: Felice Orsini.
B: Carlo Pisacane.
C: Enrico Tazzoli.
D: Giuseppe Mazzini.
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Storia

La spedizione dei Mille.
La spedizione dei Mille.
A: Quando Garibaldi si imbarcò con i suoi uomini da Quarto, questi si chiamavano "Cacciatori delle Alpi" e non "i Mille".
B: Sbarcati a Marsala, sulla costa orientale della Sardegna, i Mille si prepararono allo scontro con l'esercito di Ferdinando II d'Aragona, mentre Garibaldi assumeva la dittatura in nome di Carlo Alberto II di Savoia.
C: Passati sul continente, i Mille,  liberarono prima la Calabria, poi la Campania. Il 7 settembre 1860 Garibaldi fu accolto come un liberatore a Roma, la capitale del Regno delle Due Sicilie, da cui Ferdinando II era fuggito in fretta e furia per riparare a Napoli.
D: Il 26 ottobre 1860 accettò di incontrarsi con Vittorio Emanuele II e rimise nelle sue mani il regno conquistato dai Mille. Per sé, Garibaldi non chiese nulla: non era interessato alle medaglie né alle ricompense, e si ritirò (non a lungo, come vedremo) nell'isola sarda di Caprera per fare l'agricoltore. Per i suoi uomini, chiese l'inquadramento nell'esercito regolare di Vittorio Emanuele II, ma non lo ottenne se non per singoli casi: i militari di carriera piemontesi guardavano con sospetto ai combattenti volontari in camicia rossa. In seguito, tuttavia, molti dei Mille sarebbero entrati a far parte della nuova classe dirigente del Regno d'Italia.
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Storia

L'incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
Dove si incontrarono Garibaldi e Vittorio Emanuele II?
A: A Volturno.
B: A Roma.
C: A Teano.
D: A Napoli.
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