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Fisica

Perché secondo Bohr non può essere corretto un modello atomico «planetario», in cui cioè gli elettroni orbitano intorno al nucleo nello stesso modo in cui i pianeti del Sistema solare orbitano intorno al Sole?
A: Perché il nucleo degli atomi è molto piccolo.
B: Perché gli elettroni orbitano troppo rapidamente.
C: Perché in tal caso gli atomi sarebbero instabili.
D: Perché in tal caso gli atomi sarebbero troppo grandi.
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Cosa si intende dire quando si afferma che le orbite degli elettroni in un atomo sono quantizzate?
A: Che il numero degli elettroni su ciascuna orbita è limitato.
B: Che il raggio dell'orbita è lo stesso per tutti gli elettroni.
C: Che il numero degli elettroni in un atomo è limitato.
D: Che il raggio delle orbite degli elettroni può avere soltanto un certo insieme di valori permessi.
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Quando si parla di energia potenziale di un elettrone in un atomo si intende in realtà:
A: l'energia potenziale del sistema costituito dall'elettrone e dal nucleo dell'atomo.
B: l'energia di legame dell'elettrone nell'atomo.
C: l'energia che l'elettrone avrebbe se si trovasse a distanza infinita dal nucleo dell'atomo.
D: la somma dell'energia potenziale e di quella cinetica dell'elettrone.
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In quale rapporto stanno le energie elettroniche della quarta e della terza orbita dell'atomo di idrogeno?
A: 4 : 3
B: 3 : 4
C: 16 : 9
D: 9 : 16
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L'energia di legame di un elettrone in un atomo:
A: è una grandezza sempre positiva.
B: è una grandezza positiva oppure negativa, a seconda dell'atomo in cui si trova l'elettrone.
C: è una grandezza sempre negativa.
D: è una grandezza positiva oppure negativa, a seconda dell'orbita su cui si trova l'elettrone.
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Quale tra queste frasi descrive meglio ciò che Rutherford osservò nella sua esperienza con le particelle alfa?
A: La maggior parte delle particelle subiva una deviazione piccola o nulla, ma alcune subivano deviazioni molto grandi.
B: La maggior parte delle particelle ritornava indietro, ma alcune subivano soltanto una deviazione.
C: La maggior parte delle particelle subiva una grande deviazione, ma alcune subivano deviazioni molto piccole.
D: La maggior parte delle particelle non subiva alcuna deviazione, ma alcune subivano deviazioni piuttosto piccole.
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Se applichiamo all'esperimento di Rutherford il modello atomico di Thomson (il cosiddetto modello «a panettone») quali comportamenti delle particelle alfa possiamo spiegare?
A: Nessuno.
B: Le deviazioni a piccoli angoli.
C: Le deviazioni a grandi angoli.
D: Sia le deviazioni a piccoli angoli che quelle a grandi angoli.
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Quali sono le dimensioni del nucleo atomico rispetto a quelle dell'atomo, secondo i risultati dell'esperimento di Rutherford?
A: L'esperimento non diede alcuna informazione sulle dimensioni relative dell'atomo e del suo nucleo.
B: L'atomo ha dimensioni un milione di volte più grandi rispetto a quelle del nucleo.
C: L'atomo ha dimensioni cento volte più grandi rispetto a quelle del nucleo.
D: L'atomo ha dimensioni diecimila volte più grandi rispetto a quelle del nucleo.
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Perché le deviazioni delle particelle alfa osservate nell'esperimento di Rutherford non possono essere dovute a urti con gli elettroni degli atomi-bersaglio?
A: Perché gli elettroni sono dispersi nel volume complessivo dell'atomo.
B: Perché gli elettroni si trovano in movimento.
C: Perché la massa degli elettroni è molto piccola rispetto a quella delle particelle alfa.
D: Perché i nuclei atomici non contengono elettroni.
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Sia E4 l'energia dell'elettrone dell'atomo di idrogeno quando orbita a distanza r4 dal nucleo; si deduce che:
A: E2 = 2 E4
B: r4 = 2 r2
C: E2 = 4E4
D: r4 = 4 r2
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Secondo le ipotesi che Bohr introdusse per spiegare la stabilità degli atomi:
A: un elettrone non può mai perdere energia.
B: l'energia di un elettrone non dipende dalla distanza dal nucleo.
C: la forza di repulsione coulombiana impedisce all'elettrone di cadere nel nucleo.
D: un elettrone in orbita intorno al nucleo atomico non irraggia energia.
E: il raggio delle orbite degli elettroni può avere soltanto un certo insieme di valori permessi.
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L'energia di legame di un ________ in un atomo è data dal ________ che è necessario compiere per strapparlo all'atomo. Si tratta di una grandezza ________, uguale e opposta all'energia totale della particella stessa. Nel modello atomico di ________ l'energia di legame corrispondente alla ________ orbita dell'atomo di idrogeno vale 13,6 eV = 21,8•10–19 J.
PosizionamentoPosizionamento
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L'effetto fotoelettrico si verifica soltanto:
A: al di sotto di una certa frequenza ben determinata della radiazione incidente.
B: al di sopra di una certa frequenza ben determinata della radiazione incidente.
C: in corrispondenza di una certa frequenza ben determinata.
D: entro una fascia di frequenze ben determinate.
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A quale scienziato si deve la spiegazione dell'effetto fotoelettrico?
A: Niels Bohr.
B: Ernest Rutherford.
C: Albert Einstein.
D: Max Planck.
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L'effetto fotoelettrico costituisce un'evidenza sperimentale:
A: della natura ondulatoria della luce.
B: della natura corpuscolare della luce.
C: della natura quantistica della materia.
D: della presenza degli elettroni nei metalli.
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Le proprietà degli atomi, e soprattutto la quantizzazione delle loro energie, dipendono dal fatto che:
A: gli elettroni si comportano come onde di de Broglie.
B: gli elettroni si comportano sempre come onde.
C: gli elettroni si comportano sempre come particelle.
D: gli elettroni hanno carica negativa.
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Date le incertezze a e b sulla posizione e sulla quantità di moto di una particella, deve essere soddisfatta la relazione:
A: ab ≈  h/2π
B: ab ≈  h
C: abh
D: ab < h/2π
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La funzione d'onda di una particella, secondo l'interpretazione di Born, è una grandezza che dipende:
A: dalla posizione, dal tempo e dal volume di spazio considerato.
B: solamente dalla posizione della particella.
C: solamente dall'istante di tempo.
D: né dalla posizione né dal tempo.
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Il gatto di Schrödinger è un esperimento concettuale che serve a spiegare:
A: il principio di sovrapposizione.
B: il principio di indeterminazione.
C: il principio di esclusione di Pauli.
D: la differenza tra fermioni e bosoni.
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Consideriamo un insieme di elettroni o fotoni che, propagandosi nello spazio, trasportano energia e costituiscono una "radiazione". Si tratta di onde o corpuscoli?
A: Quando si propaga nello spazio, ogni radiazione va pensata come costituita da pacchetti d'onda delle ampiezze di probabilità di tutte le particelle del sistema.
B: Quando si propaga nello spazio, ogni radiazione va pensata come costituita dall'insieme di tutte le particelle del sistema.
C: Per rispondere bisogna aspettare che la radiazione interagisca con qualche dispositivo.
D: Per il principio di sovrapposizione dobbiamo considerare la radiazione sia dal punto di vista ondulatorio che corpuscolare.
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